Il rendiconto finanziario in termini di liquidità può essere predisposto secondo le seguenti due impostazioni:
L'accezione di liquidità adottata dal principio contabile n.12 dei Consigli dei dottori commercialisti e dei ragionieri è quella di disponibilità liquide in cassa e presso banche più altri depositi di denaro immediatamente prelevabili senza rischio di cambiamento di valore. Nel Principio contabile n. 12 si osserva, al riguardo, che i Principi contabili dello IASC e altri Principi contabili Esteri considerano come concetto di risorse finanziarie anche il "cash equivalents", che include, oltre alle citate attività, anche attività finanziarie a breve termine altamente liquide. L'utilizzo di risorse finanziarie diverse da quelle sopra individuate rende necessario mettere in evidenza le voci componenti tali risorse, nonchè le variazioni subite dalle stesse durante l'esercizio.
Per le banche un importante punto di riferimento è rappresentato dall'International Accounting Standard n. 7. Tale principio contabile, infatti, a differenza del principio italiano, riporta un preciso modello del rendiconto finanziario per gli enti creditizi e finanziari.
Lo IAS 7 identifica l'accezione di risorse finanziarie in cash e cash equivalents e classifica i cash flows che ne determinano la variazione nell'esercizio di riferimento in:
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