Riporto a nuovo di perdite fiscali

Le perdite fiscali relative ad un determinato periodo d'imposta possono essere portate in deduzione del reddito imponibile di esercizi futuri . L'art. 84 del TUIR, dispone che la perdita di un periodo d'imposta può essere computata in diminuzione del reddito complessivo dei periodi d'imposta successivi, ma non oltre il quinto, per l'intero importo che trova capienza nel reddito complessivo di ciascuno di essi.
Le perdite subite nei primi tre esercizi d'imposta possono essere computate in diminuzione dei redditi complessivi dei periodi d'imposta successivi senza alcuna limitazione di tempo.
In questo caso, afferma il principio contabile n. 25, par. H.II, il beneficio fiscale potenziale può essere iscritto in bilancio a condizione che:

  • esista la ragionevole certezza che nei periodi consentiti per il riporto vi saranno redditi imponibili sufficienti ad assorbire le perdite, entro il periodo nel quale le stesse sono deducibili;
  • la perdita

sia dipesa da circostanze ben identificate che è improbabile che si ripetano.
Se sussistono le condizioni sopra indicate, il risparmio fiscale connesso a tali perdite è contabilizzato nello stato patrimoniale tra le attività per imposte anticipate in contropartita del conto economico. La facoltà di iscrivere il beneficio potenziale derivante dalla perdita di un periodo d'imposta riguarda unicamente la parte di tale perdita che eccede le differenze temporanee tassabili la cui "inversione" avverrà negli esercizi in cui la medesima perdita potrà essere riportata.
Viceversa, il beneficio atteso dalla perdita deve essere registrato fino a concorrenza delle suddette differenze temporanee tassabili. In altri termini, qualora negli esercizi nei quali si riverseranno le perdite riportabili successivi siano presenti differenze temporanee tassabili, il beneficio futuro connesso a tali perdite dovrà essere portato a deduzione di tali differenze fino alla loro concorrenza. Un imposta anticipata che deriva da perdite riportabili ai fini fiscali non contabilizzata in passato in assenza dei citati requisiti, deve essere iscritta nell'esercizio in cui tali requisiti emergono. Un comportamento analogo è raccomandato dai principi contabili internazionali i quali affermano che l'iscrizione nell'attivo dello stato patrimoniale di un credito a fronte di perdite riportabili è ammessa nella misura in cui sia probabile che l'impresa nei successivi esercizi in cui le perdite sono ancora computabili in diminuzione realizzi redditi imponibili che siano compensabili con tali perdite.
Secondo tale principio, nel valutare la probabilità circa la disponibilità di reddito imponibile a fronte del quale le perdite fiscali possano essere utilizzate, l'impresa deve prendere in considerazione:

  • sel'impresa abbia disponibilità di differenze temporanee imponibili, che si tradurranno in importi imponibili a fronte dei quali le perdite fiscali possano essere utilizzate prima della loro scadenza;
  • se le perdite fiscali non utilizzate derivino da cause identificabili che è improbabile che si ripetano; · se esiste per l'impressa opportunità di pianificazione delle imposte tali che essa realizzerà reddito imponibile nell'esercizio nel quale possono essere utilizzate le perdite fiscali.
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