Con riferimento al tempo, quindi, la manifestazione economica (cioè il sorgere di un costo o di un ricavo sulla base del cosiddetto "criterio di competenza"), può non coincidere con il pagamento o la riscossione (cioè con l'uscita o l'entrata di denaro sulla base del cosiddetto "criterio di cassa").
Fenomeno peculiare nell'economia delle imprese è la priorità temporale degli impieghi, quindi del sostenimento dei costi, rispetto al conseguimento dei ricavi; ciò per effetto di fattori acquisiti e non ancora impiegati nel processo produttivo, oppure già impiegati ma ancora in tutto o in parte non alienati sotto forma di prodotti. Inoltre, il fluire dei costi e dei ricavi non trova necessaria identità temporale con la dinamica della monetizzazione dei crediti e dei debiti di regolamento. Queste ultime circostanze, riassumibili nell'asincronia nella formazione e nella manifestazione dei costi e dei ricavi, portano nella generalità delle imprese, per determinati periodi (in particolar modo nella fase di avvio e di sviluppo dell'attività), ad uno sfasamento temporale tra entrate e uscite monetarie, che non consente all'impresa di far fronte via via alle esigenze monetarie richieste dalla gestione con corrispondenti mezzi generati dalla medesima. A ciò consegue il problema dell'acquisizione di risorse monetarie aggiuntive provenienti da fonti esterne, in misura e tempi variabili, strettamente correlate al ritmo con cui si susseguono i flussi monetari in entrata ed in uscita generati dalla gestione economica.
Riassumendo, la gestione aziendale si può scindere in tre aspetti fondamentali:
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