30-10-2007 Consiglio ministri inasprisce le pene per falso in bilancio

Lo scorso 30 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato un disegno di legge che inasprisce le pene per il reato di falso in bilancio. E' prevista l'introduzione di un periodo di detenzione fino a 6 anni per i falsi nelle società quotate e aggravanti per i danni provocati ai risparmiatori e alle società.
Il falso in bilancio torna dunque ad essere un "delitto" mentre nella vigente normativa, se non vi è la prova di un danno effettivo, il falso costituisce una semplice contravvenzione. E'stata inoltre eliminata la necessità di querela da parte della persona offesa qualora si riscontri la presenza di danno.
Il ddl prevede una distinzione tra due fattispecie di falso in bilancio: una per le società ordinarie e una per le società quotate in Borsa.
Per i falsi nelle società ordinarie è prevista la reclusione fino a 5 anni, mentre per le quotate è prevista la reclusione fino a 6 anni. La stessa distinzione è prevista per i falsi nelle società di revisione.
Il disegno di legge elimina, inoltre, le soglie di punibilità. E' prevista poi una specifica aggravante per tutti i casi di falso in bilancio che arrechino grave nocumento ai risparmiatori o alla società. Attualmente tale aggravante è prevista solo per le società quotate. Viene, infine, eliminato il dolo intenzionale rendendo più facile la prova del reato. Nella disciplina oddierna per la punibilità è richiesto che il fatto sia compiuto con 'l'intenzione di ingannare i soci o il pubblico'.