Nella contabilizzazione degli acquisti effettuati all'estero
occorre considerare i seguenti aspetti :
-
l'eventualità che il regolamento dell'operazione possa
avvenire in una moneta diversa da quella di conto;
-
il trattamento dell'IVA che varia a seconda che l'operazione
avvenga all'interno o all'esterno dell'Unione Europea.
Con riferimento al primo punto, qualora il regolamento avvenga in
una moneta diversa da quella di conto occorre procedere alla conversione
dell'operazione.
In propostio l'OIC 26 "Operazioni e partite in moneta estera",
par. 4.1, dichiara che:
"Le attività e le passività in moneta estera,
sia che derivino da operazioni di natura finanziaria, sia che derivino
da operazioni di natura commerciale, sono rilevati in contabilità
in moneta di conto al cambio in vigore alla data in cui si effettua
l'operazione. I ricavi e i proventi, i costi e gli oneri relativi ad
operazioni in valuta sono determinati con riferimento al cambio corrente
alla data nella quale la relativa operazione è compiuta. La rilevazione
in moneta di conto al momento di effettuazione dell'operazione non deve
far dimenticare che l'obbligazione, attiva o passiva, permane in moneta
estera e, alla scadenza, in quella moneta dovrà essere estinta."
L'OIC 26 "Operazioni e partite in moneta estera", par. 4.2,
aggiunge poi che:
"Successivamente alla rilevazione originaria gli elementi
attivi e passivi possono essere rispettivamente incassati e pagati prima
della chiusura dell'esercizio o successivamente a tale data. Gli utili
e le perdite di conversione, che derivano nell'un caso o nell'altro,
sono rilevati nel conto economico (voce 17 bis) (la relativa suddivisione
nonché l’indicazione della componente valutativa non realizzata
può essere data in nota integrativa) e, pertanto, essi non sono
da considerarsi a rettifica dei ricavi e dei costi originari. Secondo
i principi contabili generali, l'operazione commerciale si conclude
normalmente con la consegna del bene o l'ultimazione del servizio, restando
quindi ad essa estranea la fase di regolamentazione del credito o del
debito, che costituisce l'aspetto finanziario dell'operazione medesima.
Infatti le differenze di cambio esprimono le variazioni nel tempo —
ad operazione commerciale conclusa — della valuta prescelta nella
negoziazione. Conseguentemente le differenze di cambio danno luogo a
proventi ed oneri rientranti nella gestione finanziaria dell'impresa."
Con riferimento al secondo punto, ossia ai fini del trattamento IVA,
occorre distinguere le operazioni a seconda che esse siano "intracomunitarie"
ovvero "extracomunitarie".
Per gli acquisti intracomunitari vale la regola che l'imposta viene
assolta nel Paese di destinazione. Sarà, quindi, l'operatore
che effettua gli acquisti a rilevare l'IVA e pagare l'imposta. A tal
fine le fatture devono essere opportunamente integrate e annotate sia
nel registro delle vendite sia in quello degli acquisti intracomunitari.
In sintesi di procederà nel seguente modo:
-
il cedente residente in altro Stato UE deve emettere la fattura
senza l'imposta;
-
il cessionario soggetto passivo IVA in Italia deve numerare e
integrare la fattura, applicando l'IVA. Inoltre, deve annotare la
fattura sia sul registro delle fatture emesse sia su quello degli
acquisti.
Per evitare la duplice annotazione nei registri IVA acquisti e vendite
si può adottare il seguente procedimento (Cfr. C.M. n. 144/E
del 8 settembre 1999):
-
riportare gli acquisti intracomunitari in un registro sezionale
indicando anche l'ammontare in valuta;
-
trascrivere in un registro riepilogativo gli importi complessivi
dei corrispettivi e dell'imposta risultanti dal registro sezionale.
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