Alienazione cespiti strumentali

La rilevazione della cessione di un cespite comporta la necessità di rilevare lo storno del suo valore contabile (in AVERE) in contropartita del corrispettivo delle vendita (in DARE). L'eventuale differenza che emerge rappresenta:

  • una plusvalenza, nel caso di eccedenza del corrispettivo rispetto al valore contabile;
  • una minusvalenza, nel caso di una eccedenza del valore contabile rispetto al corrispettivo della cessione.

Per valore contabile di un cespite deve intendersi la differenza tra il suo costo storico e l'ammontare del corrispondente fondo di ammortamento. Con riferimento al costo storico, si ricorda che l'art. 2426 del codice civile stabilisce che le immobilizzazioni siano iscritte al costo di acquisto o di produzione.

E' previsto, inoltre, che il costo di acquisto includa anche i costi accessori. Nel caso di produzione del cespite, il costo comprende tutte le componenti direttamente imputabili al prodotto. Può comprendere anche altri costi, per la quota ragionevolmente imputabile al prodotto, relativi al periodo di fabbricazione e fino al momento dal quale il bene può essere utilizzato.

Con gli stessi criteri possono essere aggiunti gli oneri relativi al finanziamento della fabbricazione, interna o presso terzi. Per quanto riguarda il fondo di ammortamento, secondo il principio contabile n.30 del CNDC e del CNR, punto 5.4.5, "nel caso di alienazione, perdita o comunque dismissione del cespite nel corso dell’esercizio, è corretto calcolare l’ammortamento relativo alla frazione dell’esercizio nel quale il cespite medesimo è stato utilizzato e quindi la plusvalenza o minusvalenza al netto di tale ammortamento".

Si evidenzia che sono iscritte nella voce di conto economico "A) valore della produzione - 5) altri ricavi e proventi" le plusvalenze derivanti dalla "cessione di beni strumenti impiegati nella normale attività produttiva, commerciale o di servizi, alienati in seguito al loro deperimento economico-tecnico ed aventi scarsa significatività rispetto alla totalità dei beni strumentali utilizzati per la normale attività produttiva, mercantile o di servizio, e comunque di entità da non stravolgere il significato tecnico del valore intermedio indicato dal legislatore come differenze tra valore e costo di produzione" (Cfr. OIC 12, pag. 25). Qualora non ricorrano le suddette condizioni la plusvalenza è considerata di tipo "straordinario" ed è quindi iscritta nella voce "E 20) proventi straordinari". Analoghe considerazioni valgono per le minusvalenze. Quelle di tipo "ordinario" sono iscritte nella voce "oneri diversi di gestione", mentre quelle di tipo straordinario nella voce "E 20) oneri straordinari".

Per semplicità di rappresentazione sono state omesse le rilevazioni contabili relative alle imposte. Le rilevazioni di conto economico sono alternative.

Scrittura contabile

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