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Fonti e impieghi

Redazione

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Alla data di riferimento del bilancio, lo stato patrimoniale rappresenta il patrimonio dell’impresa e i diritti che gravano sullo stesso.

Nella sezione dare (attivo), sono riportate le voci patrimoniali materiali, immateriali e finanziarie di proprietà dell’impresa (i diritti vantati nei confronti di terzi).

Nella sezione avere (passivo) sono evidenziate le obbligazioni verso terzi (ossia i diritti dei terzi nei confronti dell’impresa) e il patrimonio netto aziendale (ossia i diritti dei soggetti proprietari dell’impresa).

Nello stato patrimoniale è sempre verificata la seguente equazione:

ATTIVO = PASSIVO

Poiché:

PASSIVO = PASSIVITA’ + PATRIMONIO NETTO

Avremo che:

ATTIVO = PASSIVITA’ + PATRIMONIO NETTO

Per rappresentare efficacemente il patrimonio, lo stato patrimoniale deve riportare:

  • nella sezione dell’attivo gli impieghi (Capitale investito);
  • nella sezione del passivo le fonti di finanziamento (Capitale di finanziamento).

Deve, quindi, sussistere la seguente uguaglianza:

CAPITALE INVESTITO = CAPITALE DI FINANZIAMENTO

Tale equazione è soddisfatta dall’attuale disposto dell’art. 2424 c.c., in quanto, con il recepimento delle Direttive UE (da ultimo la Direttiva 2013/34/UE recepita con il D.Lgs. 139/2015), le sezioni dell’attivo e del passivo rilevano esclusivamente, rispettivamente, gli impieghi e le fonti di capitale.

Uno schema utile all’analisi del profilo finanziario prevede la rappresentazione dello stato patrimoniale nelle seguenti categorie o zone:

ATT = Attivo (Impieghi di capitale)

  • ACO = Attività correnti
  • AIM = Attività immobilizzate

PAS = Passivo (Fonti di finanziamento)

  • PCO = Passività correnti
  • PFI = Passività fisse
  • PNE = Patrimonio netto