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Impieghi del capitale aziendale

Redazione

Ai fini dell’analisi, gli impieghi del capitale aziendale sono classificati in base alla velocità di conversione in denaro (criterio di liquidità) tra:

  • attività correnti (ACO);
  • attività immobilizzate (AIM).

A tal fine occorre definire il limite temporale che identifica lo spartiacque tra i due aggregati. In questo moto tutti gli impieghi che si convertiranno in denaro e in valori in cassa in un periodo di tempo inferiore saranno denominati correnti (o attività a breve) mentre tutti gli altri verranno denominati immobilizzati (o attività fisse).

Ai fini dell’identificazione del “breve termine” occorrerebbe fare riferimento alla lunghezza del ciclo operativo aziendale. Esso è rappresentato normalmente dal periodo di tempo che passa mediamente tra l’acquisto dei fattori produttivi (beni e servizi) e le entrate rivenienti dalla vendita.

Poiché tale criterio può presentare difficoltà applicative, anche in considerazione della variabilità del reale ciclo operativo, si ricorre nella pratica alla definizione di un ciclo convenzionale rappresentato dal periodo amministrativo o esercizio, che di norma coincide con l’anno.

Pertanto, tenendo presente la data di bilancio:

  • le attività correnti sono rappresentate dagli impieghi che si convertono in liquidità entro l’esercizio successivo;
  • le attività immobilizzate sono rappresentate dagli impieghi che si convertono in liquidità oltre l’esercizio successivo.

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