Salta al contenuto principale

Indicatori di crisi

Redazione

Il primo comma dell’art. 13, D.Lgs 14/2019 dichiara che «costituiscono indicatori di crisi gli squilibri di carattere reddituale, patrimoniale o finanziario, rapportati alle specifiche caratteristiche dell’impresa e dell’attività imprenditoriale svolta dal debitore, tenuto conto della data di costituzione e di inizio dell’attività, rilevabili attraverso appositi indici che diano evidenza della sostenibilità dei debiti per almeno i sei mesi successivi e delle prospettive di continuità aziendale per l’esercizio in corso o, quando la durata residua dell’esercizio al momento della valutazione è inferiore a sei mesi, per i sei mesi successivi. A questi fini, sono indici significativi quelli che misurano la sostenibilità degli oneri dell’indebitamento con i flussi di cassa che l’impresa è in grado di generare e l’adeguatezza dei mezzi propri rispetto a quelli di terzi. Costituiscono altresì indicatori di crisi ritardi nei pagamenti reiterati e significativi, anche sulla base di quanto previsto nell’articolo 24».

Tale norma individua il momento di discrimine tra situazioni di crisi che assumono rilevanza per gli obblighi segnaletici e quelle non rilevanti. Pertanto, i seguenti casi configurano situazioni rilevanti ai fini degli obblighi segnaletici (indicatori di crisi):

  • l’assenza della sostenibilità del debito nei successivi sei mesi;
  • il pregiudizio per la continuità aziendale nell’esercizio in corso o quanto meno per sei mesi;
  • la presenza di ritardi reiterati e significativi nei pagamenti, avendo anche riguardo ai limiti posti ai fini delle misure premiali dall’art. 24 del Codice della crisi d’impresa.

Responsive image

Il CNDCEC evidenzia che tale indicazione è evidentemente riduttiva rispetto alle possibili definizioni di crisi suggerite dalla dottrina aziendalistica, anche tenuto conto dell’orizzonte temporale breve scelto dal legislatore (sei mesi). Essa, tuttavia, costituisce l’unica giuridicamente apprezzabile ai fini della costruzione del sistema dell’allerta. In altre parole, è possibile che vi siano imprese che potrebbero sotto altri profili essere considerate “in crisi” ma le loro criticità non rilevano sino a quando non vi sia una probabilità di insolvenza nei sei mesi successivi. L’assenza di segnali da parte degli indici non esenta gli organi di controllo dal valutare «se l'assetto organizzativo dell'impresa è adeguato, se sussiste l'equilibrio economico finanziario e quale è il prevedibile andamento della gestione» (Cfr. art. 14, comma 1, D.Lgs 14/2019).