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Obblighi segnaletici per il pregiudizio alla continuità aziendale

Redazione

L’art. 13, comma 1, D.Lgs 14/2019, stabilisce che ai fini degli obblighi segnaletici il pregiudizio alla continuità aziendale rileva nei limiti degli eventi che compromettano la continuità per l’esercizio in corso e, qualora la durata residua dello stesso sia inferiore a sei mesi, nei sei mesi successivi.

L’attività di monitoraggio è a carico dell’imprenditore che deve verificare costantemente la presenza di eventuali minacce e valutare eventuali rimedi. Agli organi di controllo spetta invece il compito di verificare che l’imprenditore effettui il monitoraggio costante.

Si tratta di un compito più ampio della verifica della non sostenibilità dei debiti. Quest’ultima, infatti, è una solo un tipo di minaccia alla continuità che può essere messa in discussione anche da altri eventi (ad esempio, rilevanti perdite per danni ambientali, controversie giudiziarie che coinvolgono i vertici della società, profondi dissidi nella proprietà, perdita improvvisa di clienti o fornitori fondamentali, ecc.). Le suddette fattispecie non sono rilevate dagli indici di cui alla delega in quanto esterne al sistema dei valori di bilancio al quale essi si ancorano; ciononostante esse devono essere attentamente monitorate da parte dell’organo amministrativo anche avvalendosi di ulteriori sistemi di gestione dei rischi.

Esemplificativamente il CNDCEC riporta gli eventi, per lo più non finanziari, che secondo il Principio di revisione internazionale (Isa Italia N. 570 Continuità aziendale) possono compromettere la continuità aziendale:

  • intenzione della direzione di liquidare l’impresa o di cessare le attività;
  • perdita di membri della direzione con responsabilità strategiche senza una loro sostituzione;
  • perdita di mercati fondamentali, di clienti chiave, di contratti di distribuzione, di concessioni o di fornitori importanti;
  • difficoltà con il personale;
  • scarsità nell’approvvigionamento di forniture importanti;
  • comparsa di concorrenti di grande successo;
  • procedimenti legali o regolamentari in corso che, in caso di soccombenza, possono comportare richieste di risarcimento cui l’impresa probabilmente non è in grado di far fronte;
  • modifiche di leggi o regolamenti o delle politiche governative che si presume possano influenzare negativamente l’impresa;
  • eventi catastrofici contro i quali non è stata stipulata una polizza assicurativa ovvero contro i quali è stata stipulata una polizza assicurativa con massimali insufficienti.

Il CNDCEC ci ricorda anche che, in via generale, possono influenzare negativamente le prospettive di continuità pessimi andamenti gestionali con riduzione dei ricavi e/o incrementi dei costi e grave peggioramento dei margini. Queste minacce presentano prima o poi riflessi finanziari ma, poichè l’orizzonte temporale richiesto dal legislatore è quello di un esercizio, molto probabilmente al momento della rilevazione degli indici si saranno già tradotte in criticità per la sostenibilità del debito.