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Periodicità del calcolo degli indici di crisi

Redazione

L’organo amministrativo deve valutare costantemente la sussistenza dell’equilibrio economico finanziario e quale sia il prevedibile andamento della gestione. Agli organi di controllo compete la segnalazione tempestiva all’organo amministrativo dei fondati indizi della crisi (Cfr. art. 14, D.Lgs 14/2019).

Sul piano pratico, la capacità di implementare un adeguato assetto organizzativo si differenzia da azienda ad azienda in funzione della dimensione, della complessità e della qualità dell’organizzazione, degli strumenti disponibili e delle risorse umane impiegate.

Il CNDCEC raccomanda di identificare una periodicità che consenta di contemperare le esigenze sopra evidenziate facendo riferimento a quanto disposto dall’art. 24, primo comma, lettera c) con riferimento alla tempestività dell’iniziativa ai fini delle misure premiali.

In particolare, ai fini della tempestività dell’istanza agli OCRI di cui all’art. 19, D.Lgs 14/2019, ovvero per la domanda di accesso alle procedure di regolazione della crisi, si fa riferimento al superamento nell’ultimo bilancio approvato o comunque per oltre tre mesi, degli indici di allerta. Ciò comporta, secondo il CNDCEC, la necessità di una valutazione almeno trimestrale degli stessi che, in assenza di un bilancio approvato, dovrà essere condotta sulla base di una situazione infrannuale, avente natura volontaria, approvata dall’organo amministrativo, o, in mancanza, dal responsabile delle scritture contabili.

Nel rispetto del principio di proporzionalità, la situazione infrannuale, chiarisce il CNDCEC, «potrà essere costituita anche dai soli stato patrimoniale e conto economico, redatti secondo quanto previsto dall’OIC 30 o comunque facendo attenzione alla effettiva rilevanza delle scritture rispetto agli indici fatta salva la necessità di una adeguata valutazione preliminare del patrimonio netto».

Il calcolo del DSCR si basa su dati di tipo previsionale che devono essere predisposti con cadenze più frequenti.

Inoltre, sottolinea il CNDCEC, il controllo degli indicatori di crisi dovrà essere più frequente nel caso il cui le condizioni economiche, finanziarie o patrimoniali dell’impresa siano tali da renderlo necessario.