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Presenza di reiterati e significativi ritardi nei pagamenti

Redazione

Secondo il CNDCEC, i ritardi nei pagamenti si ritengono sempre reiterati e significativi se superano le soglie previste dalla lett. a) e dalla lett. b) dell’art. 24, comma 1 o di cui all’art. 15 del D.Lgs 14/2019, ovvero comportino non episodiche azioni esecutive da parte dei fornitori, ovvero grave pregiudizio negli approvvigionamenti.

Inoltre, con riferimento ai rapporti con le istituzioni finanziarie, occorre fare riferimento ai ritardi di pagamento oltre i 90 giorni superiori alle soglie di rilevanza stabiliti per la classificazione in stato di default e ogni altra circostanza che determini la decadenza dal beneficio del termine.

In proposito si evidenzia che rileva la sola condizione oggettiva (past due criterion) prevista dalla definizione delle Linee Guida EBA (EBA/GL/2016/07). Le soglie di rilevanza dell’esposizione scaduta sono attualmente le seguenti:

  • in termini assoluti: 500 euro;
  • in termini relativi: 1% dell’importo complessivo di tutte le esposizioni verso il medesimo intermediario creditizio e finanziario ovvero il medesimo perimetro di consolidamento prudenziale.

Non sono significativi i ritardi che non travalicano il limite della fisiologia, tenuto conto dell’uso, da parte dell’intero sistema, di pagamenti differiti.

Il CNDCEC chiarisce che «nel caso in cui il ritardo dipenda esclusivamente da crediti liquidi ed esigibili nei confronti della pubblica amministrazione, diversa dagli enti in stato di dissesto, esso non dovrebbe rilevare, anche in analogia con quanto previsto dall’art. 15 che destituisce di fondamento la rilevanza segnaletica in presenza di crediti vantati nei confronti della pubblica amministrazione, subordinatamente alle condizioni ivi previste».