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OIC 2 - Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare: 2. scritture contabili del patrimonio destinato

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
2. Scritture contabili del patrimonio destinato
Descrizione

L’art. 2447-sexies prevede che per ciascuno specifico affare cui un patrimonio è destinato, gli amministratori della società costituente “tengono separatamente i libri e le scritture contabili prescritti dall’articolo 2214 e seguenti”.
Pertanto, per ogni patrimonio destinato e per ogni specifico affare vanno tenuti appositi:
- libro giornale e libro inventari;
- contabilità separata in partita doppia che porti, tra l’altro, ad uno stato patrimoniale e ad un conto economico dell’affare.
Se l’affare dura più di un esercizio, occorre procedere ad una periodica chiusura dei conti nella contabilità separata. Occorre quindi far confluire la contabilità separata in quella generale. Si ritiene che tale processo debba avvenire seguendo i principi e le regole di una ordinata contabilità. Il processo di confluenza, potrà avvenire – a cadenza periodica - per saldi di conto e non per singole scritture contabili, con le medesime tecniche della contabilità sezionale, tali da consentire un raccordo con la contabilità generale della società2.
Il libro degli inventari deve contenere l’inventario iniziale del patrimonio destinato, ai sensi dell’art. 2217, comma 1, Cod. Civ. In particolare, i beni, crediti e debiti “assegnati” dalla società al patrimonio destinato sono iscritti nell’inventario iniziale ai medesimi valori contabili che avevano nel bilancio della società gemmante, mentre gli eventuali beni apportati da terzi sono iscritti a valori di mercato (in base al principio generale sulla stima dei conferimenti di beni e di crediti desumibile dall’art. 2343 Cod. Civ.).
Pertanto, nel libro degli inventari si parte da una situazione patrimoniale iniziale costituita dalle attività e dalle (eventuali) passività che fanno parte del patrimonio destinato, nonché dai diversi rapporti giuridici individuati nella delibera di “destinazione” ed iscritti fra i conti d’ordine (cosiddetti off-balance sheet items nella terminologia internazionale). Sebbene non vi sia un espresso obbligo legislativo in tal senso, è ragionevole attendersi che le disponibilità liquide pertinenti all’affare (originarie e successive) siano rilevate in specifici conti correnti bancari e/o postali, relativi a ciascun affare.
Se vengono emessi specifici strumenti finanziari, deve essere tenuto un apposito “libro” col contenuto precisato dal 2° periodo dell’art. 2447-sexies (vedi paragrafo 5.3).