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OIC 2 - Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare: 3. rendiconto dello “specifico affare”

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
3. Rendiconto dello “specifico affare”
Descrizione

L’art. 2447-septies, comma 2, stabilisce che “per ciascun patrimonio destinato gli amministratori redigono un separato rendiconto, allegato al bilancio, secondo quanto previsto dagli artt. 2423 e seguenti”. Dato il richiamo alle disposizioni degli artt. 2423 e seguenti, il rendiconto dello “specifico affare” è costituito da uno stato patrimoniale, da un conto economico e da una nota di commento.
Se l’“affare” si esaurisce in un arco di tempo inferiore ad un esercizio, il rendiconto può essere limitato all’illustrazione del risultato finale dell’affare medesimo e non si richiede che esso assuma la struttura di un bilancio; se, invece, l’affare si protrae oltre l’esercizio iniziale, sono necessari più rendiconti annuali che assumono la struttura di un bilancio.
Il rendiconto è costituito dai seguenti documenti:
a) uno stato patrimoniale dello specifico affare redatto secondo lo schema dell’art. 2424 (con possibilità anche di voci e sottovoci con specifica denominazione). Nel Patrimonio Netto figurerà la voce “Patrimonio Netto (o Deficit Netto) dell’affare”, suddivisa in: importo originario, specifiche riserve previste al paragrafo 5 per gli apporti di terzi, utile (perdita) di periodo, utili (perdite) dei periodi precedenti. Il dettaglio della suddivisione va illustrata nella nota di commento;
b) un conto economico dello specifico affare redatto in base ai principi generali, secondo lo schema dell’art. 2425. Deve comunque ritenersi possibile l’utilizzo di voci e sottovoci con specifica denominazione, se richiesto dalla natura dell’affare. In questa ipotesi va precisato in quali voci del conto economico generale della società sono iscritti i relativi importi;
c) una nota di commento nella quale, in relazione a ciascuna voce dello stato patrimoniale e del conto economico sarà svolta una breve spiegazione delle principali variazioni intervenute nelle voci rispetto al rendiconto del precedente esercizio riguardante lo specifico affare considerato. Si applicano qui le regole generali di cui all’art. 2427 n.1 ed all’art. 2426 Cod. Civ. Non si ritiene possano impiegarsi criteri di valutazione e principi contabili diversi (es.: valori di mercato in luogo del costo storico o del minore fra costo e mercato). Occorre, dunque, che i principi di valutazione, per categorie di attività e passività, siano identici a quelli utilizzati nel bilancio generale;
d) regole di rendicontazione dell’affare
Il rendiconto del patrimonio separato deve contenere l’indicazione dei criteri seguiti per la sua redazione. Tali criteri devono far riferimento almeno:
− ai criteri di valutazione adottati (anche per semplice richiamo ai criteri adottati dalla
società “madre”);
− ai criteri di imputazione dei costi speciali o diretti dell’affare e di ripartizione dei
costi generali industriali, amministrativi, commerciali, finanziari e tributari, come
meglio precisato al successivo par. 4;
− ai criteri di individuazione dei ricavi dell’affare e di eventuale separazione di ricavi
comuni a più affari.
e) riferimento al contenuto della delibera di costituzione del patrimonio destinato
Va richiamato il contenuto essenziale della deliberazione di “destinazione”, specie per quanto attiene alla natura dell’affare, alla composizione del patrimonio destinato, agli apporti di terzi, alle eventuali garanzie rilasciate dalla società gemmante, agli eventuali strumenti finanziari emessi ed alla società di revisione nominata per il controllo contabile sull’andamento dell’affare, la cui relazione deve essere allegata al rendiconto.