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OIC 2 - Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare: 4. riflessi sul bilancio generale della società - stato patrimoniale

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
4. Riflessi sul bilancio generale della società
Descrizione

I componenti patrimoniali di ciascun affare devono figurare nello Stato Patrimoniale del rendiconto dello specifico affare e, ai sensi della formulazione dell’articolo 2447-septies, 1° comma del Cod. Civ., anche nello Stato Patrimoniale della società gemmante.
La citata norma, infatti, stabilisce che “i beni e i rapporti compresi nei patrimoni destinati ai sensi della lettera a) del primo comma dell’art. 2447-bis sono distintamente indicati nello stato patrimoniale della società”.
Tale disposizione richiede dunque l’indicazione, per ciascuna voce di attività e passività, dell’importo relativo ai patrimoni destinati.
La rappresentazione richiesta dalla norma menzionata può essere ottenuta in vari modi:
a) creando, per ciascuna voce interessata dello stato patrimoniale generale, un “di cui”:
ad es. Crediti verso clienti 1.000, di cui per patrimonio destinato 300
oppure Crediti verso clienti 1.000 (di cui 300 per patrimonio destinato)
b) creando, per ciascuna voce, una specifica sottovoce:
ad es. Crediti verso clienti
a) per clienti relativi al patrimonio destinato 300
b) per clienti relativi all’attività generale della società 700 1.000
c) separando gli importi relativi al patrimonio destinato in una colonna interna, come di seguito precisato:
STATO PATRIMONIALE
...............................
C) Attivo circolante
..............................
II – Crediti Patrimonio destinato Attività generale Totale
1) verso clienti 300 700 1000
d) indicando distintamente le classi di attività e passività relative al patrimonio destinato in apposita zona, rispettivamente dell’attivo e del passivo, dopo tutte le altre voci relative all’attività generale della società.
Questa rappresentazione consente di rilevare in modo immediato l’importo complessivo delle attività e passività di pertinenza del patrimonio destinato costituito dalla società, anche se, per ottenere l’importo complessivo di ciascuna voce riguardante anche il patrimonio generale della società, è poi necessario sommare due voci distinte: quella che riguarda il patrimonio destinato e quella che riguarda il patrimonio generale. Si rende così anche più evidente il diverso regime di responsabilità esistente per quelle attività e passività di pertinenza del patrimonio destinato. Esempio riguardante le attività:
ATTIVO
.....................................................................................
.....................................................................................
________
Totale 1.000.000
Attività di pertinenza del patrimonio destinato
- Immobilizzazionimateriali
− terreni e fabbricati 11.000
− impianti e macchinario 25.000
....................................................................................
....................................................................................
Totale 100.000
Totale Generale 1.100.000

Nel patrimonio netto non è né opportuno né necessario iscrivere una voce complessiva del tipo “Patrimonio Netto relativo ai patrimoni destinati”, sia perché la porzione di patrimonio netto correlabile ai patrimoni destinati non può essere suddivisa in capitale sociale, riserva legale, ecc. in quanto tale suddivisione, che non è richiesta dalla legge, sarebbe comunque arbitraria; sia perché tale porzione per la parte destinata dalla società al momento della costituzione del patrimonio destinato è già compresa nell’importo del capitale e delle varie riserve che figurano nello schema di cui all’art. 2424 Cod. Civ.. Le uniche riserve che devono, invece, essere iscritte in aggiunta a quelle già previste dallo schema di legge, sono le seguenti:
a) “Riserva da apporti di terzi a patrimoni destinati”
b) “Utili (perdite) di patrimoni destinati portati a nuovo”
La prima sarà iscritta nella voce VII – Altre Riserve, con distinta indicazione ed illustrazione nella nota integrativa; la seconda nella omonima voce VIII dello schema generale dell’art. 2424, anch’essa con distinta indicazione ed illustrazione nella nota integrativa.
L’art. 2427-septies, comma 4, stabilisce poi che, qualora sia prevista una responsabilità illimitata della società per le obbligazioni contratte in relazione allo specifico affare, “l’impegno da ciò derivante deve risultare in calce allo stato patrimoniale e formare oggetto di valutazione secondo criteri da illustrare nella nota integrativa”.
Trattandosi di una questione che riguarda il sistema dei conti d’ordine (impegni, rischi e beni di terzi), valgono le regole ordinarie previste dal Principio contabile 22, a cui si rinvia. Ai fini dell’applicazione del Principio va segnalato quanto segue. Se la delibera di destinazione prevede una responsabilità illimitata della società per le obbligazioni contratte (cioè non limitata ai beni e diritti che costituiscono il patrimonio destinato), essa deve risultare fra i suoi conti d’ordine con specifica denominazione (sistema dei rischi: “Responsabilità illimitata assunta in relazione alla costituzione del patrimonio destinato xy”). L’importo, da indicare perché espressamente richiesto dalla legge pur trattandosi di una garanzia per debiti che fanno capo al medesimo soggetto giuridico costituito dalla società, deve essere pari al rischio massimo che si corre (ossia al totale delle obbligazioni assunte, iscritte al passivo del patrimonio destinato); si dovrà tener conto inoltre delle obbligazioni e passività potenziali identificate ed iscritte fra i conti d’ordine nel bilancio del patrimonio destinato secondo le disposizioni che disciplinano tale fattispecie, salvo che le stesse non abbiano richiesto già l’iscrizione “sopra la riga” in specifici fondi rischi (vedi Principi contabili 19 e 22).
Se la responsabilità delle società è limitata nel quantum, il rischio massimo deve essere limitato a tale importo.