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OIC 2 - Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare: 5. natura e rappresentazione contabile degli “apporti” dei terzi - natura dell’apporto

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA PATRIMONI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
5. Natura e rappresentazione contabile degli “apporti” dei terzi
Descrizione

Trattandosi di apporto di un terzo, non di “conferimento” del socio in sede di costituzione o aumento di capitale, non si applicano le limitazioni previste dall’art. 2342 Cod. Civ.
Pertanto, può essere apportato oltre al denaro, qualunque tipo di bene o servizio utile allo svolgimento dell’affare:
− beni e crediti conferibili ex art. 2342, eventualmente gravati di debiti (es.: un immobile sul quale insista un mutuo fondiario);
− dirittirealiepersonalidigodimento(ritenuticonferibilidalladottrinadominante);
− prestazionidioperaeservizi,chenonpossonoformareoggettodiconferimentonelleS.p.A.;
− attività immateriali di qualunque tipo, purché siano attendibilmente valutabili anche se si ritengono non conferibili in S.p.A. (es. know-how, che alcuni giuristi ritengono non sempre conferibile).
Per le prestazioni d’opera del terzo apportante (es.: un ingegnere edile, che si impegna a dirigere i lavori di costruzione di un fabbricato ed ottiene come corrispettivo una partecipazione agli utili derivanti dalla vendita delle relative unità immobiliari), al fine di assicurare la loro “effettività” e quindi iscrivibilità nell’attivo dello stato patrimoniale, deve ritenersi necessaria la garanzia prevista dall’art. 2464, 6° comma in tema di conferimento in società a responsabilità limitata: ossia la stipula di una polizza di assicurazione o una fidejussione bancaria.
A parte le prestazioni dell’opera personale del terzo, a seconda delle pattuizioni intercorse con la società, gli apporti possono essere suddivisi in due categorie: apporti restituibili ed apporti non restituibili. A meno che non sia stata esclusa dalle parti la restituzione del bene apportato, il terzo, alla conclusione dell’affare, oltre ad ottenere la sua quota di utile ha diritto alla restituzione del bene stesso o, se questo non c’è più, ad un equivalente importo in denaro. Se il terzo partecipa anche alle perdite e l’affare si è chiuso in perdita, egli o riceve un importo in denaro pari al valore originario del bene apportato ridotto della quota di perdita, oppure deve versare alla società l’importo della perdita medesima.