Salta al contenuto principale

OIC 2 - Patrimoni e finanziamenti destinati ad uno specifico affare: parte seconda finanziamenti destinati ad uno specifico affare - aspetti generali

Riferimenti OIC
PARTE SECONDA FINANZIAMENTI DESTINATI AD UNO SPECIFICO AFFARE
Descrizione

Si tratta in sostanza dell’operazione di project financing, che collega un finanziamento alla realizzazione di una specifica operazione economica ed utilizza per il rimborso del finanziamento i proventi dell’operazione (“affare”).
Vi sono due possibilità:
a) che si tratti di un finanziamento che prescinde dalla contemporanea esistenza di un “patrimonio destinato” ai sensi del 1° comma, lett. a) dell’art. 2447-bis;
b) che il finanziamento venga negoziato in collegamento con la contemporanea istituzione di un “patrimonio destinato”.
Nella prima ipotesi è necessario che il contratto di finanziamento contenga quanto segue: un’indicazione dei costi previsti e dei ricavi attesi; il piano finanziario il quale precisi: quanta parte dei costi viene coperta dal finanziamento destinato, quali proventi dell’operazione sono destinati al suo rimborso, le garanzie eventualmente offerte al finanziatore,8 i tempi del rimborso ed i controlli che il finanziatore può svolgere sulle modalità di realizzazione dell’affare; le modalità ed i tempi di realizzazione dell’affare, i beni strumentali della società che la stessa destina alla realizzazione del medesimo e le garanzie che la società offre in merito all’obbligo di eseguire il contratto e di realizzare con correttezza e tempestività l’operazione.
Importante è la previsione della lett. h) art. 2447-decies ove è prevista l’indicazione del “tempo massimo di rimborso, decorso il quale nulla è più dovuto al finanziatore”. In base a questa disposizione, il terzo finanziatore può anche ricevere un importo complessivo che non copre l’intero finanziamento accordato alla società, subendo così una perdita. La società realizza invece una sopravvenienza attiva, perché rimborsa un importo inferiore a quello del finanziamento ricevuto.
Nella seconda ipotesi, alcuni degli elementi sopra indicati figurano già nella delibera di istituzione del patrimonio destinato e nel piano economico-finanziario in essa contenuto (o ad essa allegato), il quale deve indicare, fra le fonti finanziarie di copertura dei costi dell’“affare”, il ricorso ad eventuali “finanziamenti destinati” (i quali non vanno confusi con gli “apporti di terzi” remunerati con una quota di partecipazione agli utili dell’affare medesimo).
8 Le garanzie previste dall’art. 2447-decies comma 2, lett. g) possono essere relative solo al rimborso di una parte del finanziamento; altrimenti il rischio dell’affare graverebbe tutto sulla società.