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OIC 30 - I bilanci intermedi: 3.1. definizione e obiettivi

Riferimenti OIC
PARTE PRIMA - 3. I BILANCI INTERMEDI: ENUNCIAZIONE DEI PRINCIPI CONTABILI NAZIONALI PER LA LORO REDAZIONE
3.1. Definizione e obiettivi
Descrizione

In questo capitolo sono trattate le modalità di presentazione e redazione di bilanci intermedi destinati ad uso esterno. In questo contesto un bilancio intermedio è definito come un bilancio d’impresa12, di norma, per un periodo inferiore ai dodici mesi13. In genere si tratta di bilanci di durata pari a tre, sei o nove mesi a cui si fa riferimento con la dizione di bilanci trimestrali (primo, secondo, terzo trimestre) o semestrali (nel caso di bilanci presentati per il secondo trimestre).
Un bilancio intermedio come sopra definito ha l’obiettivo di informare il pubblico circa l’evoluzione della gestione aziendale in corso d’esercizio, sia per gli aspetti patrimoniali sia per quelli reddituali, e risponde all’esigenza degli utilizzatori del bilancio di avere a disposizione informazioni contabili con frequenza maggiore rispetto al tradizionale periodo annuale.
Sono, invece, generalmente esclusi altri obiettivi, tipici del bilancio d’esercizio, quali, fra gli altri, la misurazione dell’utile distribuibile. Inoltre questi tipi di bilanci intermedi non sempre richiedono l’approvazione da parte dei soci. In alcuni casi specifici, individuati dal codice civile, i bilanci intermedi sono soggetti a particolari formalità quali il deposito nella sede della società.
Essendo documenti contabili pubblici, destinati ad informare i lettori sull’andamento dell’impresa in corso d’anno, i bilanci intermedi devono osservare i requisiti del secondo comma dell’art. 2423 cod. civ.: “il bilancio deve essere redatto con chiarezza e deve rappresentare in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della società e il risultato economico dell’esercizio”.
Un bilancio intermedio, affinché sia di effettiva utilità per i destinatari, deve essere comunicato con tempestività poiché il ritardo nella rilevazione dell’informazione può rendere la stessa scarsamente significativa per coloro che, sulla base di tale bilancio, avrebbero dovuto prendere delle decisioni.
Tuttavia le imprese non devono essere gravate di costi eccessivi per produrre continuamente informazioni finanziarie destinate al pubblico. Pertanto, pur dovendo rispettare i criteri generali sopra citati, i bilanci intermedi possono essere predisposti con un dettaglio informativo più contenuto e con modalità di rappresentazione più sintetiche, come sarà illustrato nel seguito di questo documento.
Se il bilancio intermedio non rispetta tutte le regole formali di un bilancio d’esercizio, le imprese dovranno evitare nelle titolazioni ed in ogni riferimento il termine “bilancio”, specificando inoltre che i dati contabili oggetto di presentazione si riferiscono ad un periodo inferiore all’esercizio. Si possono utilizzare, per esempio i termini “relazione trimestrale” (o semestrale), “prospetto contabile” (art. 2433-bis c.c.), “situazione patrimoniale” (art. 2446 e 2501-ter c.c.); nel contesto internazionale si usa la dizione “interim financial reporting”.
Inoltre, nella nota illustrativa, si dovrà specificare che, in funzione del fatto che trattasi di bilancio intermedio, sono state adottate regole semplificate di presentazione14.
12 In questo capitolo si fa riferimento al bilancio della singola impresa, ma quanto esposto si applica anche al bilancio intermedio consolidato.
13 L’affermazione è valida nella generalità dei casi in quanto si possono avere bilanci d’esercizio di durata inferiore all’anno.
14 Oltre a regole semplificate di presentazione, talora le informazioni contabili infrannuali si limitano a fornire dati intermedi.