Le rimanenze di magazzino alla chiusura del periodo intermedio devono essere valutate con gli stessi criteri adottati per il bilancio annuale, in osservanza del già citato criterio generale secondo cui un bilancio intermedio rappresenta un autonomo, ancorché più breve, esercizio finanziario. Di conseguenza si dovranno utilizzare le stesse configurazioni di costo (fifo, lifo, medio ponderato) di fine anno e si dovrà valutare, ad ogni chiusura di periodo intermedio, l’eventuale necessità di svalutazione per ricondurre le scorte al minor valore di realizzo. Quest’ultimo dovrà essere stimato in funzione degli elementi conosciuti alla data di valutazione senza anticipare mere aspettative di recupero nei periodi successivi. Nel caso di rimanenze il cui costo è determinato in funzione del metodo lifo, l’applicazione del criterio generale può comportare variazioni anche di importo consistente nella cosiddetta “riserva lifo”, in particolare per le imprese soggette a forte stagionalità nelle vendite in periodi precedenti alla chiusura annuale. Infatti queste imprese riducono notevolmente il volume delle scorte per far fronte alle vendite concentrate in un certo periodo dell’anno, per poi ricostituire successivamente un livello ottimale di giacenze di magazzino. Di conseguenza si ha l’emersione della “riserva lifo” (e relativi profitti) in un certo periodo infrannuale (quello caratterizzato dalla elevata stagionalità di vendita) che sarà poi riassorbita a fine anno (annullando i precedenti profitti)26. In questa circostanza si potrebbe considerare di non riflettere, nei bilanci intermedi, l’effetto derivante dalla riduzione delle scorte valutate a lifo se vi è una ragionevole aspettativa che l’effetto di tale riduzione sarà poi annullato a fine anno. Non si ritiene accettabile il sopra descritto criterio sia perché esso introdurrebbe un’eccessiva latitudine discrezionale, sia perché priverebbe il lettore di bilancio di un’utile informazione circa gli effetti della stagionalità sui bilanci intermedi dell’impresa. L’esplicitazione del fatto che una parte degli utili di periodo è dovuta dall’emersione temporanea della riserva lifo e l’indicazione che tali utili potrebbero essere annullati, in tutto o in parte, dalla ricostituzione delle scorte in uno o più periodi intermedi successivi, costituiscono tuttavia un’informativa importante da fornirsi nelle note illustrative al bilancio intermedio. 26 L’effetto è ancora più rilevante per quelle imprese che valutano le scorte a lifo con la metodologia degli scatti annuali.