Si ipotizzi che la società abbia iscritti in bilancio al 31.12 dell’esercizio 0: - cespite A: valore netto contabile 600, vita utile residua 5 anni; - cespite B: valore netto contabile 400, vita utile residua 5 anni; - avviamento: valore netto contabile 500, vita utile residua 5 anni. I valori netti contabili dei cespiti A e B e dell’avviamento includono la quota di ammortamento maturata nell’esercizio 0. Applicazione dell’approccio basato sulla capacità di ammortamento (approccio semplificato) L’andamento prospettico della gestione, così come desunto dai piani aziendali più recenti a disposizione ufficialmente approvati dall’organo amministrativo competente, è il seguente:
anno 1 anno 2 anno 3 anno 4 anno 5 tot
ricavi 5.500 7.500 10.000 10.000 10.000 43.000 costi variabili ‐2.500 ‐3.750 ‐5.000 ‐5.000 ‐5.000 ‐21.250 costi fissi ‐3.000 ‐3.000 ‐3.000 ‐3.000 ‐3.000 ‐15.000 oneri finanziari ‐500 ‐500 ‐500 ‐500 ‐500 ‐2.500 capacità d'ammortamento ‐500 250 1.500 1.500 1.500 4.250 ammortamenti A ‐120 ‐120 ‐120 ‐120 ‐120 ‐600 ammortamenti B ‐80 ‐80 ‐80 ‐80 ‐80 ‐400 ammortamento avviamento ‐100 ‐100 ‐100 ‐100 ‐100 ‐500 totale ammortamenti ‐300 ‐300 ‐300 ‐300 ‐300 ‐1.500 risultato netto ‐800 ‐50 1.200 1.200 1.200 2.750
L’orizzonte esplicito di previsione degli esiti della gestione è di 5 anni. Al termine di tale periodo i cespiti andranno rinnovati e si suppone che il valore dell’avviamento si sia completamente riassorbito. Si suppone, inoltre, che l’aliquota fiscale sia pari a zero. Nel caso in questione, la capacità di ammortamento complessiva generata dalla gestione nell’orizzonte temporale di riferimento (pari a 4.250) consente di recuperare le immobilizzazioni iscritte in bilancio al 31.12 dell’esercizio 0 (il cui valore netto contabile è pari a 1.500). Di conseguenza – nonostante gli esercizi 1 e 2 chiudano in perdita – non viene rilevata nessuna perdita durevole di valore.